Arriva il momento del DEF: Tria traditore o garante dell’interesse pubblico?

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

Siamo alla vigilia di quel giorno che potrebbe essere la chiave del nostro futuro nel bene e nel male.
Il grafico che vi ho postato qui sotto vi mette in evidenza come in Italia, rispetto agli altri paesi europei, il cosiddetto “populismo” (ovvero l’asse Lega-M5S) abbia ormai preso uno spazio che non può essere ignorato. E soprattutto impressiona il gap che si è formato tra il risultato delle ultime elezioni e i più recenti sondaggi, dove addirittura il movimento gialloverde arriverebbe al 60%.

Permettetemi però una nota.
In molti stanno contestando Tria per la sua “rigidità” (tanto che sono addirittura arrivate voci di dimissioni, poi smentite) nel dover affrontare il nodo del deficit PIL. E’ infatti noto che il suo pensiero è elemento di spaccatura.

A poche ore dal consiglio dei ministri decisivo per il programma di finanza pubblica manca la decisione finale del governo (…) È il Movimento 5 Stelle ad aver riacceso le tensioni, rilanciando l’idea di portare il deficit dell’anno prossimo al 2,4%. Molto sopra il livello considerato accettabile dal Tesoro, con il ministro Tria che non appare disposto a salire oltre l’1,9% e avrebbe minacciato le dimissioni piuttosto che dare il via libera a un budget che mette a rischio i conti. (…) Pacato nei toni ma duro nelle parole, Tria aveva ricordato alla platea di Confcommercio di aver «giurato di esercitare le mie funzioni nell’esclusivo interesse della Nazione, e non di altri. E questo giuramento era comune a tutti» i ministri. E questo «interesse», secondo Tria, coincide con l’esigenza di mantenere la «stabilità finanziaria, senza la quale non c’è crescita». [Source] 

Ecco, cari amici, rileggetevi BENE cosa ha detto Tria e che forse NON è ben chiaro a tutti. Quando un ministro giura, lo fa con l’intenzione di essere garante del BENE COMUNE e non nell’interesse del mero populismo.
Ora, è ovvio che tutti vorrebbero poter fare tante cose, avere più soldi, vivere meglio, ecc ecc. Ma la coperta è CORTA, e quindi scelte non oculate potrebbero avere effetti molto più devastanti di una caramella che verrebbe data con un DEF più accomodante.
E mi fa sorridere chi pensa che la colpa di Tria sta nel fatto di aver accettato l’incarico, senza pensare che era all’interno di un progetto espansivo, oltremodo espansivo, e anche rivoluzionario quantomeno nei toni, ideato dall’asse Lega-M5S.
No signori, Tria si sta dimostrando un personaggio sopra le righe, che lavora per l’interesse della Nazione e non su un contratto di governo che, lo ripeto, lascia il tempo che trova perché non poteva (ed i fatti lo dimostrano) e non potrà essere mantenuto (provate poi a contare quanti punti sono “rimandati” al futuro”.
Detto questo, attendiamo gli eventi. Intanto il mercato prende posizione e mette pressione lanciando un messaggio. Se il deficit sarà oltre il 2%, c’è il rischio di un’ondata speculativa contro l’Italia. Certo, possiamo anche incavolarci per il fatto che siamo schiavi di queste situazioni, ma dobbiamo conviverci. No way out.

STAY TUNED!

Danilo DT

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4 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 27 settembre 2018 at 12:44

….. c’è tanta propaganda, tanta ignoranza “voluta” che è più pericolosa della ignoranza reale, difficoltà a mantenere le promesse elettorali alcune delle quali contradditorie….. speriamo prevalga il buon senso….. l’alternativa è che poi alla fine ripropongano una tassa sulla ricchezza e sulle proprietà…….

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kociss01
Scritto il 27 settembre 2018 at 12:51

per forza con 2 imbecilli e illetterati al governo come i 2 compari di merende e’ proprio vero il detto Dio li fa e poi li accoppia stiamo assistendo al film SCEMO PIU’ SCEMO e non saprei a chi va la palma dell’imbecillita’ tra i 2.

speriamo che Tria tenga duro a qualsiasi costo meglio che cada il governo piuttosto che cedere ai diktat dei 2 demagoghi ,sarebbe gia’ molto salire all’1,9% del PIL se volgio se ne fanno gia’ tante di cose, meglio non mettere troppa carne al fuoco contemporaneamente

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pdf79
Scritto il 27 settembre 2018 at 15:25

Il problema non è il deficit a 1,6 o 2,4 dato che da Monti a Gentiloni il debito è salito del 20%, quello che servirebbe è utilizzare il consenso per spostare soldi oggi spesi in comparti improduttivi a ricerca e sviluppo, sarebbe un volano fantastico oltre alla maggiore spesa.
Perchè contrariamente di quello che pensa il Signor Cottarelli solo un governo che fa spesa ed ha il consenso elettorale può permettersi di spostare soldi perché la spesa “improduttiva” è costituita da miriadi di piccole voci, che per lo stato non sono tanti ma per chi li riceve si.
Esempio giornali (mi scuso con il lavoratori dell’editoria di usarli sempre come esempio), il fondo editoria è 50 milioni annui circa, per lo stato non una grande cifra ma per i giornali si e si difenderebbero con le unghie e con i denti, solo un governo dotato di consenso popolare potrebbe spostare i soldi in attività sicuramente più produttive.
Altro esempio Università bocconi finanziamento 15 milioni di euro all’anno.
Questi sono esempi di “difensori del rigore”, che ricevono finanziamenti pubblici e che in linea teorica a quello che professano dovrebbero rinunciare spontaneamente, figurarsi quelli che i soldi li prendono perché pensano che gli siano dovuti dall’onnipotente.
l’Europa avrà sicuramente più problemi dagli USA che dall’Italia dato che il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha definito “inaccettabile” la decisione dell’Ue di costituire un’entità giuridica per evitare l’applicazione delle sanzioni Usa all’Iran, forse qualcuno vuole fare i conti senza l’oste ma dovrà presto ricredersi.

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danaeb
Scritto il 27 settembre 2018 at 16:48

Scusate, siamo in surplus commerciale, siamo in surplus di bilancio al netto degli interessi (saldo primario) da almeno 20 anni ( a parte il periodo fine 2008 a 2009), se il debito pubblico rimane alto è solo perché non abbiamo una banca centrale che fa il suo mestiere, siamo in balia dei mercati. Il nostro debito è facilmente sostenibile o assolutamente insostenibile a seconda dei tassi di interesse che vengono imposti dal mercato e il mercato a tutto l’interesse a succhiarci il più possibile . Se non si riesce a cambiare e regolare la funzione della BCE non vi è nessuna possibilità di uscire dal cappio dove ci siamo infilati, alla prima recessione ( e forse non manca molto) il sistema salta. Come correttamente riporta Savona la BCE dovrebbe guidare i tassi per permettere ai paesi con un grande debito , un percorso per il rientro, altrimenti meglio far saltare il banco ora. Il resto sono discorsi da salumieri.

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