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ALERT: occorre stabilizzare il sistema bancario (italiano ed europeo)

Scritto il alle 11:39 da Danilo DT

30atlante-fondo-salva-banche-crisi

Si sta cominciando a subire l’effetto indiretto della Brexit. L’uscita della Gran Bretagna sta mettendo a nudo tutta la debolezza strutturale dell’Unione Europea. Un’ottima occasione quindi per rimettere ordine e, magari, riscrivere tutti i trattati. Intanto però bisogna cercare di tamponare le falle. Come vi ho scritto ieri, l’anello debole è proprio il settore bancario ed in particolar modo le banche italiane. Ma come rafforzare questo anello in modo il più possibile concreto, dando dei segnali chiari ai mercati (ed in particolar modo alla speculazione) che si sta lavorando TUTTI INSIEME per un sistema bancario EUROPEO, più solido e più unito? Per molti questa resta una chimera.

Il buon Mario Draghi, ieri, ha parlato dei suoi 5 dogmi (definiamoli così) che restano necessari per garantire un futuro solido all’Unione Europea. Ovviamente la preoccupazione, dopo la Brexit aumenta…

Non è un discorso pubblico. Quello che l’ex governatore racconta ai capi dei governi europei dovrebbe restare segreto. Però, a Bruxelles, vale la regola che quando dici qualcosa a Ventisette delegazioni, è difficile che rimanga segreta. Così si viene a sapere che Draghi è persuaso che la Brexit abbia girato il vento. «La situazione non era male» prima del referendum, risulta aver detto il numero uno della Bce: «C’era una crescita stabile alimentata dagli investimenti e l’inflazione era bassa, mentre il flusso dei prestiti stava migliorando col mercato del lavoro». Poi è venuto il 23 giugno e tutto è cambiato. (LaStampa) 

Draghi ha avvertito che varie elaborazioni stimano una possibile contrazione della crescita compresa fra lo 0,3 e lo 0,5 punti percentuali nei prossimi tre anni per l’Eurozona. Vorrebbe dire che la crescita in media sarebbe appena superiore al punto percentuale, troppo poco per ridare la carica che serve al motore dell’economia per curare davvero la piaga della disoccupazione a due cifre. E state pur certi che la BREXIT, in questo ambito, non ha aiutato. E poi ancora sul mercato dei cambi. «Sono inoltre preoccupato dai tentativi di altri paesi di intervenire su quelli che non sono considerati livelli di cambio non ottimali». Di qui la paura delle turbolenze e che l’Europa sia giudicata ingovernabile. Quindi MASSIMA cooperazione di tutte le banche centrali per stabilizzare il mercato dei cambi. Stessa collaborazione è necessaria per quello che per Draghi è il maggiore problema. Infatti è SOPRATTUTTO il sistema bancario europeo a preoccupare Mario Draghi. Occorre la massima collaborazione delle istituzioni per stabilizzare il sistema. E poi ancora la Deflazione. Un “whatever it takes” anche in questa direzione. E poi ancora puntare sugli investimenti ma con la collaborazione dei governi locali. Ma ormai lo sappiamo: Draghi da anni chiede riforme strutturali totali, chiede un’Europa diversa, chiede una NUOVA Unione Europea.
Sarà la volta buona per cambiare?

Tra le tante cose lette, vi propongo un qualcosa di diverso. E’ un email ricevuta dall’amico Antonio (conosciuto sul blog come Lampo) il quale mi scrive una sua interessante ipotesi.
Lascio la parola ad Antonio e ampio spazio nei commenti per discuterne con voi.
Riusciremo mai a stabilizzare il sistema bancario europeo?

Ciao Danilo, oggi esaminando la crisi (soprattutto bancaria) a seguito del Brexit mi è balenata in mente un’idea che volevo condividere con te.

Sintetizzo il più possibile.

1. Alcuni fatti (noti):

a) le banche europee della periferia erano già in difficoltà per l’esposizione in titoli di stato e altre (più a nord) per l’esposizione in derivati, senza contare gli npl (italiane);
b) la BCE ha cercato di arginare (inutilmente) il fenomeno con le varie iniezioni di liquidità, il controllo delle banche sistemiche e imposizione del rispetto di parametri di capitalizzazione, ecc.;
c) la deflazione non consente alle banche di fare utili… facendole cadere in una spirale che non consente di erogare credito alle imprese, famiglie, ecc.
d) l’evento Brexit, a causa della evidente speculazione finanziaria della city (venerdì ero sul terminale e… vedere le banche che non facevano prezzo con cali teorici superiori al 50%…) e di altri grossi speculatori (Soros & C.), sta aggravando la situazione affinché sia la GB a gettare le condizioni nel momento in cui l’Europa sarà ben indebolita (soprattutto la Germania).
e) sappiamo che le banche sono stretto controllo della politica, sia per i loro affari sia per finanziare spesso chi vogliono loro assumendosi poi dei rischi che quando sono eccessivi vengono socializzati sulla collettività (difficile rimuovere tale controllo della politica);
f) le banche centrali hanno esaurito le munizioni convenzionali (accettate facilmente dalla politica e dalla massa) e, per intervenire, devono ricorrere a politiche più estreme (specialmente in Giappone) senza aver certezza del loro esito (visto che mai si ci era spinti a tanto… e, spesso, la teoria messa in pratica si rivela molto diversa come effetti rispetto a quelli ipotizzati: non possono permetterselo);
g) l’Europa politica è molto riluttante nel portare a compimento una vera unione bancaria, soprattutto in termini di condivisione del sistema di garanzia dei depositi (sempre a causa degli interessi politici e quindi dell’elettorato);

COME SE NE ESCE?

IPOTESI: prendere il controllo diretto delle banche sistemiche, come azionista e potendo quindi esercitare un controllo diretto sul Cda e quindi defenestrare l’influenza politica il più possibile.

TESI: difficile da mettere in pratica “volontariamente” tale ipotesi. Quindi bisogna creare le condizioni (portare le cose allo stremo). Come? Creare una crisi bancaria sistemica in Europa, in modo da quasi far fallire le banche sistemiche a seguito della speculazione a causa di un evento esogeno (Brexit?), delle imposte ricapitalizzazioni (per mantenere i requisiti di liquidità) non andate a buon fine, di garanzie di Stato ed iniezioni dirette di liquidità (ne stanno discutendo) per salvarle senza esito, ecc.
Ad un certo punto quando il panico regnerà sovrano, le banche centrali (la BCE) potrà intervenire e non avere ostacoli politici (sarà probabilmente la stessa politica a pregare tale intervento per non perdere il consenso, anche se prima era contraria) ad entrare nel capitale delle stesse COMPRANDO le azioni ed obbligazioni (a prezzi ridicoli), magari assieme agli speculatori stessi (hedge fund, banche d’affari USA, ecc.)!

Se così fosse… prima di settembre e forse fine anno non mi aspetto alcun intervento risolutivo da parte della BCE… poi quando il panico regnerà sovrano anche tra la popolazione.. ecco la soluzione (tesi).

A quel punto la maggior parte delle problematiche (fatti noti) saranno finalmente risolte. Prima non era possibile risolverle.
Senza contare il ripristino della fiducia nel sistema delle banche centrali stesse (ed il controllo delle banche da parte dei più forti poteri finanziari).

E’ tanta azzardata come ipotesi?
(Lampo)

Caro Lampo, la tua tesi non è nemmeno troppo strampalata anche se è ovviamente molto estrema. Occorre quindi che la BCE accetti un sistema bancario che va totalmente “a rotoli” per poi andarlo a rifondare. Per certi versi, questo tuo ragionamento collima perfettamente con le mie “logiche” descritte in questo post dove lanciavo l’ipotesi “Terza Guerra Mondiale” ma di tipo finanziario. Perchè se veramente sarà così, sarà una Super Guerra mondiale, con la perdita di tutto quel denaro creato da anni dalla finanza, e molto di più.

Certo, si creerebbero delle basi per una ripartenza di lungo termine. Ma si arriverà mai a tanto? Secondo me il sistema NON lo permetterà mai…finchè potrà evitarlo, of course…

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui,contattami via email ([email protected]).
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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19 commenti Commenta
warrenbuffett
Scritto il 30 giugno 2016 at 11:43

Danilo, mi dispiace ma nessuno riscriverà nulla…
Tutti per nessuno e nessuno per tutti è il motto da qui in poi!

Il problema sui mercati invece:
Too much complacency!

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Lukas
Scritto il 30 giugno 2016 at 12:17

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Too much complacency ???? Chissà…..

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warrenbuffett
Scritto il 30 giugno 2016 at 15:55

Lukas,
Hai ragione a dire chissà?
Se si andrà sopra i 2135 punti per il momento avrai ragione tu e ordinatamente chiuderemo le posizioni short ma se si andrà verso i 1800 / 1500 punti allora questa sarà l’ennesima dimostrazione di quanto a cavallo dei massimi tutti tendano a fare i piacioni..
Anche io nonostante veda il rischio, ho delle posizioni pesanti aperte su singoli titoli spazzatura americani… Proprio ieri in apertura su tre sciolta farmaceutic anche io nonostante veda il rischio, ho delle posizioni pesanti aperte su singoli titoli spazzatura americani… Proprio ieri in apertura su threshold Pharmaceutical ho raccolto quasi un 80% di guadagno in pochi giorni, nessuno vuole lasciare la festa finché dura ma se fosse così facile capire il minuto prima qual è lo stop allora saremmo tutti felicissimi e ricchi…
Nella realtà la maggioranza fa la fine della ranocchia bollita semplicemente perché la temperatura dell’acqua è salita poco per volta!

Comunque permettimi, mi è piaciuto molto quello studio che avevi mandato sulla correlazione tra petrolio nei 10 anni prima e mercati..
Potresti ripostare il link?

Lukas,

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Lukas
Scritto il 30 giugno 2016 at 18:25

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Se lo ritrovo lo ripropongo….ma rammento ches diceva che l’s&p segue il prezzo del petrolio con dieci anni di ritardo….quindi se non ricordo male il top del prezzo del crude fu nel 2007 pertanto il top dell’ S&P 500 dovrebbe essere nel 2017………e non nel 2015 !!!

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[email protected]
Scritto il 30 giugno 2016 at 21:24

La Commissione europea ha dato il via libera all’utilizzo di garanzie governative per supportare la liquidità del sistema bancario italiano in caso di crisi. Che cosa ne dite? I pericoli sono congelati?

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元サーファー
Scritto il 1 luglio 2016 at 19:36

Alberto

“CON I SE ED I MA, NON SI VA DA NESSUNA PARTE”.

Ossia: di liquido non c’è proprio nulla.

Solo od ulteriore carta!

Che copre SeniorS su altre posizioni (= pregresse +/ed ancora soprattutto “coperte”), tra l’altro (= per i “ciechi” minuti Umani terrestri, PURTROPPO).

E mantiene in sella i paduli italici (DI TUTTO IL SETTORE): sia quelli con la sella pubblica (i noti prostatici) che quelli con la sella privata (i noti cateterizzati).

Al momento – in attesa che tutto passi (e si blocchi – IN TAL MODO – ANCHE il ricambio, ESOGENO: INDOTTO DA FUORI SETTORE E DA FUORI PAESE).

Eolo non tira-soffia in Italia – “terra di zoccole e di palle”.

[Non dimenticarLo] Chi mette i dindini, comanda sempre. Sempre.

Il “problema” – o la fortuna! – e che sono (quasi) TUTTI al gancio.

Ossia: pecunia desit!

E si inalberano o si attaccano – OD ATTACCANO – a tutto ed a Tutti -; dimostrando così che la Loro consistenza era COME un mero sputo di saliva. SOLO.

Ps: gli Umani minuti terrestri italici poi sono (stati) resi “ciechi” ANCHE dai

1- PALLONARI

2- IGNORANTI

3- ASSERVITI

4- COMPAGNEROS

“lavoratori” dei/nei Media. TUTTI (ne escludo 4-5, ancora puri e seri).

Noti come morti di fama-e e di merenda-e – come sa/nno chi Li ha frequentati o Li frequenta.

Si venderebbero pure la Famiglia, Alcuni-e – come è successo, anche!

サーファー © Surfer [DA 1 A 4 “fondono e filano”, sempre. In stampatello così si capisce – o capiscono]

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warrenbuffett
Scritto il 1 luglio 2016 at 22:52

Lukas,

Top nel 2008 ma periodo luglio/agosto-dicembre 2006 incerto

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lampo
Scritto il 2 luglio 2016 at 09:21

元サーファー:
Al­ber­to

Al mo­men­to – in at­te­sa che tutto passi (e si bloc­chi – IN TAL MODO – ANCHE il ri­cam­bio, ESO­GE­NO: IN­DOT­TO DA FUORI SET­TO­RE E DA FUORI PAESE).

サーファー © Sur­fer

Io vorrei capire semplicemente quando si decidono a comunicare chi è saltato a causa della volatilità post brexit.
Sul fatto che ci becchiamo la Troika (per salvaguardare i soliti interessi) non avevo dubbi, dopo la notizia del piano da 150 miliardi di “paracadute”.
Probabilmente non si sono ancora messi d’accordo completamente sulle maniere per gestire in maniera “controllata” la reazione.

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元サーファー
Scritto il 2 luglio 2016 at 13:50

Lampo

lascia stare il teatrino attuale su/della Brexit.

MONNEZZA – ad uso e consumo per Alcuni (per i Loro interessi di parte o di conto – TANTI).

LASCIA STARE.

MONNEZZA, CAPITO!

La Gente è IGNORANTE – sia di Suo (per basi e conoscenze, non solo tecniche di settore economico-finanziario) che di rimbalzo (si nutre di ciò che passa o gLi viene proposto; fatto passare, ormai – “taglio e cucito ad hoc”. MOLTE VOLTE SENZA ALCUNA VERIDICITA’ O PURO RISCONTRO OGGETTIVO, CONOSCENDO O SE SI CONOSCONO LE COSE ADDENTRO OD I FATTI, REALMENTE E NON PER SENTITO DIRE!).

Non hanno analisi o filtri per inquadrare e capire il divenire.

GL’INTERESSI IN GIOCO SONO ALTRI – e sono quelli che contano.

LA CICCIA.

Per capire DAVVERO TUTTO IL GIRO, devi riavvolgere il nastro della memoria e delle conoscenze al maggio 2014 – ante/vigilia delle elezioni Europee.

Su tutto il fronte – ed IN PARTICOLARE sui bastioni di entrata E/O di difesa, soprattutto.

Il dunque era quello – ed è venuto a galla.

La volatilità è foriera di business – sempre.

I SOLDI NON SI BRUCIANO – e le occasioni fanno l’Uomo ladro E in questi casi (DECADI FINANZIARIE) RICCO.

A differenza del passato: anche/SOPRATTUTTO chi ha SOLO il Cervello, e non “santi in paradiso”, SALE LA SCALA ECONOMICA E FINANZIARIA.

Prima non era così – doveVi far parte di congreghe o greggi (ANCHE SE A DETERMINATE LATITUDINI O PAESI ANCORA GIRA COSI’).

Lascia stare chi scrive o Ti parla di speculazione: per Costoro esiste solo quando si è down o a debito; MAI quando si è up o a credito.

NON SI CHIEDONO MAI DA DOVE PROVENGONO I (“LORO”) GUADAGNI – E COSA C’E’ DIETRO (ad esempio: chi gestisce chi, cosa e perchè).

Iniziano a pensarCi già quando è troppo tardi.

I FALLIMENTI – e la relativa Legislazione, intesa a livello Globale – è alla base dell’uguaglianza del/nel business (tralascia/ando i motivi e se sono pilotati o meno poi).

RESETTA – isolando o portando a galla (ossia, a conoscenza della Gente IGNORANTE), il più delle volte, i/le teste di legno (in tutti i sensi).

Le Poste Italiane (S.p.A – quotata in borsa!) ogni anno hanno in cassa – a consuntivo di bilancio fiscale – tra i 290-330 miliardi di Euri (facendo la media degli ultimi 5 resoconti).

Freschi e “puliti”.

Quelli “sparati” non coprono nulla, come vedi.

Come scritto a DT in privato, in questi giorni Mi sto pisciando dalle risate.

Io farei un topic dove poter postare TUTTE LE MINCHIATE SCRITTE E DETTE da Alcuni – in primis, da parte di editori, imprenditori o sedicenti tali, addetti ai lavori e/o professionisti del settore finanziario, professori/e universitari/e, pseudo-esperti e naturalmente i pallonari-giornalisti.

Da tenere in continuo aggiornamento – partendo dal 2007.

La summa o il titolo sarebbe: CABARET DEI POLTRONISTI ASSOCIATI!

CIAO – e tranquillo: Ci difendono i Tedeschi.

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Scritto il 2 luglio 2016 at 15:15

元サーファー,

Grazie di avermi risposto.
Dunque tu dici che pecunia desit e che tutti sono al gancio, ma poi aggiungi che comunque ci difendono i tedeschi. Sostanzialmente i tedeschi comandano già da un bel po’ (infatti gli inglesi se ne sono andati). Alla fine credo anche io che ci sarà una maggiore unione tra alcuni stati (che già sono nell’euro), e l’Italia conterà molto perchè ha un grosso debito e quindi bisogna metterla in condizioni di pagarlo. Probabilmente comunque non parleremo tedesco, ma quello che diremo lo decideranno a Berlino. E le borse europee probabilmente, dopo qualche scossone, non faranno più male. Forse. L’Italia stiamo a vedere: a parte le banche, una possibile recessione ancora può arrivare anche con Renxit in ottobre. Nel frattempo un po’ di montagne russe.

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元サーファー
Scritto il 2 luglio 2016 at 16:55

Alberto

rammenta (visto che sei novello):

“il quadro si compone sempre di miliardi di punti, ognuno dei quali diverso dagli altri e quindi per questo tutti importanti – per gli incastri e non solo per un/l’incastro” (a cui si preme o si tiene, per tanti motivi).

Le situazioni o le “tele” sono tantissime – ognuna delle quali diversissima dalle altre.

Passate, presenti e future (che già s’intravedono).

Diversissime.

Chi osserva una situazione o una “tela”, non è detto che comprenda l’/un’altra.

Meglio scrivere: veda od intra-veda un’altra – in specie, se non si ha chiaro o presente il pregresso ed il quadro.

Vai sul vocabolario cartaceo, che hai a portata di mano, e trova i verbi osservare e vedere: memorizzali.

Se Vuoi capire, “elevaTi” – devi ragionare senza MAI pensare a fedi, passioni o convenienze-consuetudini (sia che siano personali o sociali).

Mai – altrimenti non comprenderai lo scenario e come i punti tendono a muoversi, a seconda degli scenari, per gli incastri. Del quadro!

サーファー © Surfer

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[email protected]
Scritto il 2 luglio 2016 at 17:28

サーファー © Surfer
Si, la comprensione delle cose ha dei limiti: la propria conoscenza di fatti unita alla capacità di capirli. E ognuno ha la sua.

In generale, per la crisi bancaria il Financial T. ha suggerito a Renzi di ricorrere al bail-in per le banche peggio impostate – cercando di protegger gli obbligazionisti retail – e di non percorrere la strada di un Atlante bis, chè indebolirebbe le banche ancora buone. E’ probabile che tutto dipenderà dalla piega che prenderà il discorso a livello europeo, con ciò che potrebbe succedere con DB, cioè. E ciò dipenderà da come si muoveranno i mercati. I quali, a loro volta, seguiranno le prospettive di crescita (o di decrescita).

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lampo
Scritto il 2 luglio 2016 at 21:30

元サーファー:
“il qua­dro si com­po­ne sem­pre di mi­liar­di di punti, ognu­no dei quali di­ver­so dagli altri e quin­di per que­sto tutti im­por­tan­ti – per gli in­ca­stri e non solo per un/l’in­ca­stro” (a cui si preme o si tiene, per tanti mo­ti­vi).

… – al­tri­men­ti non com­pren­de­rai lo sce­na­rio e come i punti ten­do­no a muo­ver­si, a se­con­da degli sce­na­ri, per gli in­ca­stri. Del qua­dro!

サーファー © Sur­fer

Quindi, se ho compreso bene elementi che compongono il quadro sono:
1) variazione degli scambi commerciali a livello mondiale che sono bloccati dallo scorso 2012 (motivo per cui si è tentata una nuova rivoluzione a livello di scambi… per il momento fallita);
2) assets finanziari che nello stesso periodo sono aumentati di parecchio grazie alle varie politiche espansive delle banche centrali (necessarie per mettere in sicurezza le banche dalla precedente crisi finanziaria), in particolar modo mercato obbligazionario e azionario;
3) aziende quotate (specialmente le multinazionali) che per mantenere il valore delle quotazioni (e sopratutto dei benefici ai loro dirigenti in termini) hanno fatto buyback a livelli oramai insostenibili;
4) FED che già a gennaio scorso avvisa che le valutazioni del mercato azionario sono alquanto “alte”;
5) La BRI che mette le mani avanti sul fatto che le banche centrali possano risolvere tutto… senza le “riforme” necessarie da mettere in atto dai “politicanti”;
6) la deflazione che colpisce le economie “avanzate” giapponese, europea e, in futuro, UK, USA, Cina, ecc.;
7) la Cina che deve fare “pulizia” fra le sue aziende “di stato” che oramai hanno raggiunto livelli insostenibili di debito… sempre più assurdi da rifinanziare (a meno che di socializzare le perdite sulla marea di risparmi cinesi);
8) la Germania che rimanda a tutti i costi il controllo “esterno” delle sue banche (già salvate con soldi pubblici in più occasioni)… con tutti i rischi connessi (al presente DB ma anche altre);
9) populismo (sempre che così si possa chiamare) crescente… per confondere le idee e distogliere dai problemi reali;
10) lotta (voluta) ai patrimoni occulti nei paradisi fiscali… nel tentativo disperato di far rientrare parte di quella ricchezza nel circuito dell’economia reale;
11) economie mediorientali che devono cambiare il loro modello economico basato essenzialmente sulle rendite da idrocarburi;
12) svalutazioni competitive non coordinate (benché dicano le banche centrali);

Un bel quadretto (sicuramente ho tralasciato molti aspetti importanti).

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[email protected]
Scritto il 3 luglio 2016 at 09:01

Noto che lei non guardava la partita.
La sua disamina mi pare attenta, in vista di forti turbolenze e tracolli dei mercati. Soltanto: ma se così è – e se non si trovano aspetti favorevoli allo status quo – perchè mai sino a ora non è successo quasi nulla?
lampo,

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lampo
Scritto il 3 luglio 2016 at 19:54

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">al­ber­to­plet­ti@​gmail.​com</a>@fi­nan­za,

Non prevedo forti turbolenze o tracolli dei mercati… ma un continuo deflazionarsi sicuramente (più o meno rapido)… almeno finché le banche centrali e gli investitori “specializzati” nel collocamento dei titoli di stato riescono a tenere il controllo della situazione.

Provo a sintetizzare e spiegare meglio (chiedo scusa per la semplificazione).
Siamo passati da un tentativo di coordinamento fra banche centrali (basato su diversi studi empirici) in cui, a seguito dalla crisi del 2008, hanno cercato di porre le basi per una crescita modesta (attorno al massimo il 2-3%) ma possibilmente più duratura possibile. Allungare di fatto il classico ciclo economico di crescita. Scopo era di svalutare lo stock di debito (sia privato che pubblico) accumulato grazie alle iniziative messe in campo per salvare l’economia “reale” (e finanziaria) durante e successivamente alla crisi.
Ecco spiegato l’obiettivo di un tasso di inflazione del 2% (stabilità dei prezzi e dell’aumento dell’occupazione per alcune): permette di pian piano diminuire il valore reale di tale stock di debito.
Nel frattempo, hanno cercato anche di ridurlo in termini di valore stampando moneta: l’equivalente di una rinegoziazione a prezzi più bassi (cioè nuove emissioni a tassi oramai negativi che pagano quelle in scadenza emesse a tassi più alti, oppure per finanziare nuovo debito pubblico a costo zero). Ciò ha aiutato il sistema bancario a ripulirsi dai crediti più o meno inesigibili accumulati a seguito della precedente crisi (anche se l’Italia purtroppo non l’ha fatto per varie ragioni tra cui la crisi greca) al fine di ripristinare la loro solidità finanziaria (ratio patrimoniali) e consentire di tornare a erogare credito per aiutare ad alimentare il ciclo economico stesso.
Allo stato attuale oramai è evidente che in pratica (lo vediamo tutti i giorni) non è andata come speravano (a parte gli USA, Canada, ecc. con tutte le criticità che conosciamo a causa dell’indotta distorsione del mercato), in particolare in Giappone ed Europa (soprattutto l’area mediterranea).
I motivi per cui non ha funzionato sono tanti (lentezza della politica, riforme varate ma di fatto mai attuate, curva demografica che non è in grado di innescare il ciclo economico ipotizzato, mancanza di investimenti in infrastrutture, globalizzazione, deflazione innescata dalla svalutazione della valuta cinese nei confronti dell’euro, sterlina, ecc, guerra petrolifera tra area mediorientale e USA, svalutazione competitiva delle monete da parte delle singole banche centrali, speculazione finanziaria, mancata riduzione dello stock di derivati, occultamento di capitali in paradisi fiscali, aumento del divario di ricchezza con concentrazione delle risorse economiche e del potere, ecc.).
L’unica cosa che è stata prodotta è di fatto un aumento del peso del debito nei paesi che attualmente sono in deflazione (tra cui anche l’Italia) oramai non più sostenibile (basta che la BCE termini la sua politica espansiva… e sarebbero guai). Oltre ad un aggravamento del debito privato in alcuni Paesi (Cina, Italia, ecc.).
Ecco quindi cambiare strategia… e la necessità di una nuova crisi finanziaria… possibilmente controllata.
La riduzione dello stock di debito accumulato dovrà passare per altre strade: ristrutturazione, bail-in, svalorizzazione lenta tramite l’inserimento nei fondi pensione (tramite gli acquisti dei titoli di stato considerati a basso rischio!), ecc.
Non oso pensare cosa succede se ci affiancano la riduzione globale delle politiche espansive: di fatto si innescherebbe un processo inverso alla globalizzazione con ritorno alle valute locali, dazi, ecc. con default parziali/totali e successiva inflazione indotta dallo stock di debito rimasto e difficilmente pagabile, dalla svalutazione della moneta, ecc.
Tale processo cercheranno di gestirlo nella maniera più appropriata… vista l’elevata tolleranza della popolazione (Cipro e Grecia hanno insegnato qualcosa) a subire scenari del genere… se diluiti nel tempo (la crisi greca, culla della democrazia, è iniziata nel 2009!).
Il fattore che più mi incute è tale diluizione: siamo sicuri che riusciranno a gestirla?
A giudicare dall’esito di quanto dicevo all’inizio e del coordinamento che si erano proposti… temo di no (un esempio è la volontà di creare un fondo alternativo [Nuova banca di sviluppo affiancata dalla Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture] al FMI e banca mondiale, fatto dai Brics e a cui recentemente hanno aderito anche gli UK!). In realtà ciò serve agli stessi USA stessi per non far rivalutare eccessivamente il dollaro durante tale processo… perché aggraverebbe la crisi degli emergenti che hanno una montagna di emissioni di debito in $ che costerebbe di più… prolungando ed aggravando ulteriormente la crisi.

Ad ogni modo ogni crisi è sempre un’occasione di cambiamento… per chi ha la forza e volontà di ripartire a costruire, inventare, ecc.

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perplessa
Scritto il 3 luglio 2016 at 21:08

qua si parla di lotta ai paradisi fiscali.prendiamo gli stati uniti, ad esempio, la fanno con il FATCA, cioè obbligando le banche straniere a far compilare questionari ai correntisti, magari principalmente pensionati baby boomers che vanno a vivere al caldo, sulle carte di credito, etc, quando le multinazionali fanno quello che vogliono, in pratica legalmente? forse mi sfugge qualcosa

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元サーファー
Scritto il 3 luglio 2016 at 23:57

§-l Renzi ready to defy Brussels and bail out Italy’s troubled banks l-§

Italy is prepared to defy the EU and unilaterally pump billions of euros into its troubled banking system if it comes under severe systemic distress, a last-resort move that would smash through the bloc’s nascent regime for handling ailing banks.

Matteo Renzi, the Italian prime minister, is determined to intervene with public funds if necessary despite warnings from Brussels and Berlin over the need to respect rules that make creditors rather than taxpayers fund bank rescues, according to several officials and bankers familiar with their plans.

The threat has raised alarm among Europe’s regulators, who fear such a brazen intervention would devastate the credibility of the union’s newly implemented banking rule book during its first real test. In the race to find workable solutions, Margrethe Vestager, the EU’s competition chief, has laid out options for Rome to address its banking problems without breaking the bail-in principles of Europe’s banking union.

Italy is the eurozone’s biggest vulnerability following the shock outcome of the UK vote to leave the EU, with bank stocks plunging by a third. Concerns are building before the outcome of bank stress test results due this month and a constitutional referendum in Italy in early October, on which Mr Renzi has wagered his job.

Citi has described the referendum as “probably the single biggest risk on the European political landscape this year outside the UK”.

After several of its ideas on intervention were rebuffed, Rome is considering whether to act alone.

“We are willing to do whatever is necessary [to defend the banks], and do not rule out acting unilaterally, although that would only be as a last resort”, said one person familiar with the government’s thinking.

European officials fear any Italian intervention would carry high risks, opening a battle over illegal state support that would put off private investors.

Angela Merkel, German chancellor, last week rebuffed Italy’s request for a suspension of state aid and bail-in rules in order to recapitalise its banks. Benoit Coeure, a senior European Central Bank official, has said any suspension of bail-in rules would spell the end of the banking union “as we know it”.

Mr Renzi has bristled at suggestions he is ignoring rules, saying he will not be “lectured by the school teacher”.

Rome is considering measures such as boosting the size of a state-sponsored privately backed fund called Atlante used to backstop capital increases at two failing banks, say senior bankers. Atlante will also launch a fund focused on non-performing loans within days aimed at buying bad loans built up during Italy’s three-year recession to avoid widespread writedowns.

It will first target bad loans at Monte dei Paschi di Siena, Italy’s biggest problem bank, according to senior bankers.

Italy is also discussing the use of funds from Treasury-owned Cassa Depositi e Prestiti and state pension funds to recapitalise banks.

Brussels and Berlin have resisted any options that overpay banks for bad loans, or sidestep the need for creditors bail-in.

The Commission is open to Italy softening the blow on retail investors, either through converting their junior debt to equity on generous terms, or through later compensation to vulnerable households.

The restructuring options currently under discussion do not require the full resolution of any Italian banks, but debt-to-equity conversions.

Rome should “stop pretending that there are no solutions other than setting the rules aside”, said one European official familiar with the discussions.

Brussels last week signed off €150bn worth of precautionary measures allowing Italy to help banks with short-term liquidity problems.

But of greater concern is pressure on capital, say analysts.

Stress test results are due on July 31 and senior bankers consider Italy’s weaker banks — including its third largest Monte dei Paschi — may be found to be undercapitalised.

Italy’s business lobby, Confindustria, on Friday warned of “political chaos” should Mr Renzi lose October’s referendum.

Under such a scenario, Italy would re-enter recession, spreads on Italian debt would widen and there would be capital flight from Italy, Confindustria argued. Italian gross domestic product would fall 0.7 per cent in 2017 and drop a further 1.2 per cent in 2018, it added.

l- – – – –

_l_ R. Sanderson, A. Barker (Financial Times, com), “Italy ready to defy EU over bank rescue – Regulators fear intervention would dent credibility of new rules” – July 3, 2016

and – Financial Times International, Page 1: July 4, 2016

– – – – -l

[ALORS] Se pantalone italico mette O metterà i dindini pubblici …

1- chi comanderà?

2- (e quindi) meglio il bail-in o il bail-out?

Al momento, Mi fermo qua!

Nei prossimi giorni … Vi faccio dei/altri “CLICKS” – anche per gli scopiazzatori di professione (così Ci vengono a trovare un pò).

Buona settimana e chances.

サーファー © Surfer [A- Lampo, il target, NON la lista (prima, ora e futura – quando T’impegni dovrei vivere SOLO qua dal DT): QUAL E’? lAL-MOMENTO- … TIENI A MENTE!l B- Alberto, tralasciando quello che ho postato sopra (riferimenti), Ti faccio presente che da almeno QUATTRO ANNI il FT ha perso di CREDIBILITA’ (= peracottari, tali). Ululavano – PEGGIO DEI LUPI: OSSIA, quotidianamente ANCHE DI GIORNO! – su/la caduta dell’Euro; per poi ritrovarsi la Brexit – e rimpiangere dal giorno dopo (l’esito del referendum) già l’Europa l-l Della serie: “TUTTI TENGONO FAMIGLIA” o bien “PREGANO AL SIGNORE E FOTTONO I SANTI”. -l- La Regina è il Signore o il Santo, POI?]

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Scritto il 4 luglio 2016 at 09:05

Hahahaahahahahahahah :D

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Scritto il 4 luglio 2016 at 10:09

Effettivamente il declino che è in corso ha quei problemi di cui lei dice: non è che vedo delle prospettive molto incoraggianti, sarà anche perchè l’età avanza, sia la mia che quella di tutti, e in Italia le cose vanno come si sa. Soltanto una cosa, per L’Italia soprattutto: si sa che il debito pubblico è un macigno (troppo grosso in confronto al pil), ma le potenzialità ci sono, perchè dove c’è una forte disoccupazione di per sè si ha una molla pronta a scattare se soltanto attivata.
lampo,

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