Accordo Grecia ed Eurozona: così vicini, cosi lontani…

Scritto il alle 09:10 da Danilo DT

grecia-eurozona-compromesso-syriza

Alla fine sembra tutto deciso. Ma attenzione: le ripercussioni a livello politico vanno ben oltre alla sola situazione di Atene. Ma è meglio allora uno shock subito (#Grexit) oppure una lunga agonia?

Tutto come previsto. Nessuna soluzione per la Crisi Grecia.
L’incontro tra gli ellenici ed i rappresentanti dell’Eurozona a Bruxelles è finito con un nulla di fatto. Ovvio, come poteva essere diversamente! Le posizioni di Grecia ed Europa sono molto distanti. Però sorprende il commento di Yaroufakis.

(ANSA) – BRUXELLES, 16 FEB – “Siamo stati eletti per cambiare questo programma, non per portarlo a termine, ma non ho dubbi che arriveremo ad un accordo nei prossimi due giorni, non vogliamo arrivare a un punto morto”: così il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.

Anche la direttrice del Fmi Christine Lagarde è categorica: «Niente fondi alla Grecia se non completa il piano concordato con la Troika». Per fortuna che sono tutti così positivi, visto che ormai l’economia greca è finita in un “buco nero” economico che, come ricorda Fubini, ormai, ha oltrepassato il “punto di non ritorno”.

merkel-vs-tsipras-varoufakisCosì vicini…così lontani…soprattutto se poi si leggono i commenti ufficiali del governo greco che definiscono “irragionevole” e “inaccettabile” le proposte dell’Eurogruppo.
Tre sono i punti in massima sintesi bocciati da Atene:

a) estensione del programma attuale
b) uso migliore della flessibilità
c) controllo delle politiche economiche
d) la necessità di «assicurare surplus primari adeguati» (invece che riferirsi all’obiettivo del 3% nel 2015)

Il quarto punto è chiaramente molto più lasso e quindi non crea problemi.
La conseguenza dell’eventuale accettazione della Grecia del piano proposto da Bruxelles, è il via libera dell’Eurogruppo alla richiesta greca di estendere di sei mesi l’attuale programma «come passo intermedio» verso un accordo più complessivo. Intanto NON dimenticate che un terzo bailout greco comporta un esborso in aiuti di altri 60 miliardi di Euro.

Farsa in corso?

Insomma, tutto è molto complesso. Da una parte è palese la forte differenza tra le parti, come chiaramente evidenziato dal programma elettorale di Syriza. Ma dall’altra c’è la volontà di chiudere. Ma attenzione, per certi versi la soluzione del problema è già stata scritta. E ce l’ha detta Varoufakis: “…ma non ho dubbi che arriveremo ad un accordo nei prossimi due giorni…
Quindi la Grecia è convinta di raggiungere l’accordo. Quindi in massima sintesi:

A) la Grecia vuole l’accordo
B) la Grecia arriva ad accettare un compromesso

Certo, sicuramente andranno incontro ad Atene, magari con migliori condizioni, o si inventeranno delle alchimie strane. Ma la cosa che conta è che SE la Grecia accetterà, o meglio se Syriza accetterà, avrà fallito.
Dico così perché così facendo tollererà il fatto di essere sempre e comunque non indipendente e libera come invece diceva di voler essere. Cosa che potrebbe fare solo se esce dall’Euro.

greece-agony

E sarà la vittoria dell’Europa, in quanto il compromesso greco andrà sicuramente a danno di tutti quei movimenti emergenti in Europa con chiara ispirazione antieuropeista. Inoltre (tranne casi estremi) verrà mantenuto, anche se solo parzialmente quel rigore voluto dalla Germania, anche perché quanto deciso dal meeting Atene-Bruxelles sarà un esempio per il futuro, un precedente a cui anche gli altri paesi più deboli dell’Eurozona si appelleranno per ottenere maggiore flessibilità e minor austerity.

greece-debacle

Giovedi: il D-Day

Giovedi è il D-Day, almeno secondo le parole del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
E alla fine… anche Syriza finirà per essere messa all’angolo e nulla cambierà: resta da capire se e come l’Europa sarà vittima di un ricatto. Visto che si arriverà ad un compromesso, molto dipenderà da quale parte penderà la soluzione presa.

Se le richieste della Grecia sono considerate “irresponsabili” da Schaeuble, è altrettanto vero che tutto il progetto Euro NON deve sottostare ad un eventuale ricatto di Atene.
Signori, NON dimenticate MAI tutti i brogli fatti dalla Grecia già fin prima dell’Euro, brogli che poi sono continuati imperterriti e che, forse, continueranno ancora dopo.

Se poi la Grecia dovesse mai uscire dall’Euro, il rischio di una frammentazione dell’Eurozona non si può escludere. Ma mi domando: a questo punto è meglio uno shock ed una ripartenza oppure una lunga e lenta agonia?


grecia-grande-depressione

Tranquilli, la mia domanda ha già una risposta. Sicuramente una lunga agonia, è nello stile della politica economica degli ultimi anni (vedi USA).
Mettiamoci comodi, quindi, ed aspettiamo il compromesso. E scommesso che poi saranno tutti soddisfatti, ovviamente. Il teatrino continua.

#Eurogroup-meeting-Greece-Varoufakis

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
draziz
Scritto il 17 febbraio 2015 at 10:39

La logica di un accordo dovrebbe essere quella di eliminare delle storture esistenti per consentire l’inizio di un nuovo processo in grado di creare qualcosa di positivo, vantaggioso per tutte le parti firmatarie.
Se però non vengono eliminate le criticitá precedenti, si finirá per tornare al punto di partenza.
Una nuova fase i Greci potrebbero avviarla con i Russi oppure con i Cinesi?
Ma che senso ha creare un’Unione tra Stati con differenze economiche (ed anche sociali) così ampie se non per sfruttarne le potenzialitá date dalla libera circolazione di merci e soprattutto di capitali, al fine di impiegare a vantaggio del più forte le differenze nel mercato del lavoro, in quello fiscale e quindi in quello finanziario?

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john_ludd
Scritto il 17 febbraio 2015 at 11:59

“…ormai l’economia greca è finita in un “buco nero” economico che, come ricorda Fubini…”

solo la Grecia è in un buco nero ?

nel 2014 gli investimenti in Italia sono calati ancora…

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draziz
Scritto il 17 febbraio 2015 at 13:02

john_ludd@finanza,

Perfetta sintesi del “Voi siete qui”.
Da imprenditore: per investire devo avere dei capitali. Se non me li ha lasciati il nonno o papà, devo necessariamente chiederli al canale bancario che mi chiede un business plan dal quale si evince la possibilità non solo di mantenere il capitale impiegato, ma anche di aumentarlo con gli utili aziendali.
L’eccessiva tassazione e contribuzione applicati al reddito conseguito, sia aziendale che personale, fanno sì che non riesca neanche a mantenere il capitale (grazie all’IRAP devi pagare tasse anche se hai un risultato negativo, cosa che sicuramente capita nei primi anni di investimento fatto con richiesta di prestito del capitale), figuriamoci ottenere un ROI.
Se avessi dei soldi perchè dovrei immetterli nel sistema produttivo, oggi più che mai un sistema simile al tavolo da gioco di un casinò?
Se mi devo indebitare (e rischiare in solido) perchè non devo poter avere un giusto ritorno?
…e poi non si gioca al “Mercante in Fiera”…nooo, qui si gioca alle “3 tavolette”, in puro stile partenopeo…

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john_ludd
Scritto il 17 febbraio 2015 at 13:28

“Se avessi dei soldi perchè dovrei immetterli nel sistema produttivo…”

pare che tu non li abbia quindi non è un tuo problema. Chi li ha invece ha risolto così: investe nel sistema produttivo molto meno che in passato e con estrema attenzione al settore, le uniche attività cresciute sono le concessioni e similia che hanno cash flow (teoricamente) garantito. In tal caso le banche ti finanziano, cartolarizzano i crediti e li sparpagliano qua e là. No chance, only after the next crash (perhaps)

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lampo
Scritto il 17 febbraio 2015 at 23:08

Alcune riflessioni:
a) Chi è in posizione di debolezza? Un ministro delle finanze greco che dice che non ha dubbi di raggiungere un accordo oppure l’Europa sostenuta dal FMI che continua ad affermare che i patti vanno rispettati?
b) Se l’accordo non viene raggiunto… per la Grecia sostanzialmente cambia poco in prospettiva visto che deve scegliere tra una lenta agonia dell’attuale proposta di allungamento del debito (trent’anni… ovvero INTERE GENERAZIONI!) oppure la svalutazione del grexit… seguita dai soldi ricevuti dalla Russia e dalla Cina (in termini di investimenti).
c) In caso di grexit… gli USA che tengono così tanto all’unione europea (leggi NATO)… cosa fanno? Lasciano la Grecia in mano russa e cinese… con la Turchia vicina, senza contare tutte le armi che l’UE gli ha fatto acquistare prima della crisi (in particolare Germania e Francia). Dopo per riprendersela… cosa dicono… che hanno armi di distruzione di massa?

E’ evidente che anche se la Grecia è in posizione di apparente debolezza… ha il coltello dalla parte del manico, visto che chi ci perde di più dalla sua uscita… è l’Unione Europea, l’euro, gli USA, la Nato, ecc.

Quindi è soltanto una questione di scelta politica… ma incomincio a temere che faranno un altro grosso errore… ovvero la lasciano al suo destino, altrimenti non capisco come mai in questi ultimi giorni la stampa italiana si sta focalizzando ad evidenziare i bilanci negativi delle banche, i crediti inesigibili, le bcc, le banche popolari e via dicendo. Non aggiungo altro…

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paolo41
Scritto il 18 febbraio 2015 at 09:41

i debiti per quelle armi che erano a carico delle banche tedesche e francesi ora sono in gran parte sul nostro bilancio!!!!! concordo con te che non ha senso sotto un profilo economico aggiungere altri prestiti tanto non li pagheranno mai. E’ quindi ormai solo una questione geopolitica e, come hai sottolineato, il ricatto greco ha un peso significativo….ma non dimentichiamo che i crucchi sono diventati ancora più crucchi!!!!!

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