+ 105 mila i lavoratori in USA

Scritto il alle 15:48 da mattacchiuz

Come ogni primo venerdì del mese, anche oggi il BLS se ne è uscito con i suoi ultimi dati che ufficialmente descrivono la situazione occupazionale nel paese dei sogni infranti!

Cresce di 54 mila in numero di buste paga a maggio, mentre il tasso di disoccupazione incrementa leggermente fermandosi al 9.1%.

Dall’indagine condotta presso i nuclei famigliari ( Household Survey ) emerge che 13.9 milioni sono le persone ufficialmente senza lavoro, numero sostanzialmente invariato rispetto al mese di aprile.

Circa la metà di essi, pari a 6 milioni e 200 mila sono disoccupati da più di 27 settimane, in aumento di 361 mila.

Invariata la partecipazione al lavoro, ferma al 64.2%  per il quinto mese consecutivo… Bernanke non sa più che numeri far uscire: da una parte gli serve il QE3, dall’altra non può neanche così tranquillamente ammettere le disastrose conseguenze della sua politica monetaria salva amici.

Dall’altra indagine, quella chiamata Establishment Survey, si evince che 54 mila sono le nuove buste paga staccate a maggio, segnando così un rallentamento esagerato rispetto ai mesi precedenti. La ripresa procede quindi senza titubanze… . Mamma mia… se uno pensa a quanti soldi sono stati spesi per praticamente non avere un effetto uno, gli verrebbe voglia di scender in piazza col forcone per rinnovare quei barbari riti noti come “caccia alla streghe”, ma rivisitati per rendere giusto protagonismo ai moderni stregoni della finanza e dell’industria bancaria!

83 mila sono i nuovi posti di lavoro creati dal settore privato, mentre calano di 29 mila gli impiegati dallo stato, la cui unica risorsa per ora pare sia il taroccamento contabile per non sforare il tetto del debito.

E poi la Grecia sarebbe un problema… !! !

Di questi 83 mila, quasi la metà sono stati assunti ovviamente nei servizi e ovviamente nella consulenza professionale e cialtronate varie: un avvocato scrive la lettera, uno la chiude, un altro applica il francobollo, in tre decidono quando spedirla e infine in triplice copia viene affidata ad altrettanti galoppini che la spediscano da tre uffici postali differenti. Ne discende naturalmente che in tre la devono leggere…!

Ma il bello è che ben 18 mila nuovi posti di lavoro in questo settore hanno interessato contabili e commercialisti: con tutti i fallimenti in vista si staranno preparando. 8000 sono stati assunto come consulenti informatici, tecnici di sistema e cose simili.

Come al solito uno dei settori più brillanti rimane quello dell’health care che contribuisce con 17 mila impiegati nuovi di zecca ( ma a uno gli viene da chiedersi… quanti dottori sfornano le università americane???? ).

Complessivamente l’industria ha generato 24 mila nuovi posti di lavoro mediamente al mese nel corso degli ultimi 12 mesi: eccezionale! Tanto più se si considera che il solo settore minerario è cresciuto da ottobre del 2009 di 115 mila impiegati, 7000 dei quali a maggio.

Ma a rallegrare il quadro ci pensano gli impiegati nella manifattura, che scendono di 5000 uomini a maggio, contro un incremento di BEN 243 mila dal dicembre 2009. Salto a piedi pari il settore costruzioni, dal quale non giungono segnali di alcun tipo se non lamenti e bisbigli riverberanti come se arrivassero dall’oltretomba!

Rimane praticamente inalterata la durata della settimana lavorativa: 34.4 ore in maggio, mentre come da previsione aumentano ancora i salari complessivi anche se solo di 6 centesimi l’ora.

Rivisto il dato di due mesi fa sui nonfarm da 221 mila a 194 mila e quello del mese scorso da 244 mila a 232 mila. Tanto per mettere i puntini sulle i.

Quelli esposti fino a ora erano i dati “riassunto” destagionalizzati, ma per chi fosse più curioso sotto troverete il meglio!

Forza lavoro

Dati in migliaia Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 153406 153421 153693
NSA 153022 152898 153449

Sicuramente mese anomale quello di maggio per la forza lavoro, che invece di retrocedere come quasi sempre, mostra invece un anomalo incremento. Ovviamente l’incremento non è anomalo, se considerato nel suo senso fisico di una società in espansione demografica.

Livello di occupazione

Dati in migliaia Marz0 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 139864 139674 139779
NSA 138962 139661 140028

Molto positivo il dato complessivo, quello che viene ricavato dal Household Survey. Incrementano infatti di quasi 400 mila il numero di persone occupate in una qualche attività produttiva, peccato che l’attenzione sia solo sul nonfarm. In ogni caso, il dato destagionalizzato indica un modesto miglioramento di 105 mila lavoratori in più, tornando così.. sotto al marzo scorso.

Livello di disoccupazione

Dati in migliaia Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 13542 13747 13914
NSA 14060 13237 13421

Appena la forza lavoro aumenta un attimo, ecco che subito aumenta anche il livello complessivo di disoccupati e, come vedrete poi, anche il tasso di disoccupazione. Ormai il giochino dovrebbe essere chiaro più o meno a tutti.

Impiegati settore NONFARM (non agricolo…)

Nelle tabelle seguenti, metterò tra parentesi le revisioni al dato dei mesi scorsi.

Dati in migliaia Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 130757

(130784)

(130738)

130989

(131028)

131043
NSA 129899

(129919)

(129907)

131071

(131088)

131753

Questo è l’unico dato “positivo” della giornata, se così lo posiamo chiamare. Se infatti date un’occhiata al numero non destagionalizzato vedete come l’incremento “reale” sia stato di quasi 700 mila buste paga in più. Purtroppo questi miglioramenti sono il frutto di particolari pattern stagionali e non di consolidati progressi nell’economia, tuttavia credo sia più “ottimistico” guardare a questo di dato, che non all’altro, anche se ovviamente non ha troppo senso. Il numero destagionalizzato infatti aumenta di sole 54 mila unità, confermando se fosse ulteriormente necessario che l’economia statunitense rischia di rientrare velocemente in recessione. Vedremo i mesi prossimi…!

Impiegati nel settore privato

Dati in migliaia Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 108582

(108594)

(108572)

108833

(108862)

108916
NSA 107332

(107335)

(107360)

108480

(108494)

109203

Vale il medesimo discorso di cui al punto precedente. Anzi, anche meglio se si considera che tutto sommato il settore privato ha retto piuttosto bene visti gli 83 mila posti creati. Ma molto meglio guardare ai quasi 900 mila del numero non destagionalizzato… se almeno ci si deve illudere, lo si faccia con un minimo di … base!

Modello CES Net Birth/Death Model

Secondo quando riportato dal BLS, il contributo al numero non destagionalizzato di nonfarm è costituito anche dai 206 mila nuovi impieghi che il modellino ipotizza essere stati creati a maggio. Viste le tragiche previsioni degli anni passati, non c’è da essere troppo tranquilli. Ricordo che il CES Net Birth/Death Model assegna o sottrae posti di lavoro al dato non destagionalizzato a seconda che, statisticamente, si supponga che siano stati creati o persi posti di lavoro in aziende rispettivamente nate o chiuse nel mese in corso e troppo piccole per essere monitorate.

Tasso di disoccupazione

Dati in % Marzo Aprile 2011 Maggio 2011
SA 8.8 9.0 9.1
NSA 9.2 8.7 8.7

Come già anticipato, incrementa leggermente il dato destagionalizzato in virtù dell’aumento parallelo di forza lavoro disoccupata. Stabile per fortuna quello non destagionalizzato, che cmq rimane la misura “reale”.

Percentuale di popolazione che lavora

Dati in % Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 58.5 58.4 58.4
NSA 58.1 58.4 58.5

No comment. Da questi dati sembra di essere ancora in crisi piena. Sembra, perché come sappiamo l’ufficio apposito (Nber) ha decretato che la crisi è terminata due anni fa.

Filtro U6: tasso di disoccupazione in senso ampio

Dati in % Marzo 2011 Aprile 2011 Maggio 2011
SA 15.7 15.9 15.8
NSA 16.2 15.5 15.4

Rimane sostanzialmente stabile se non in modesta diminuzione la disoccupazione misurata percentualmente che tiene conto non solo dei disoccupati veri e proprio, ma anche di quell’esercito di uomini e donne che, per una ragione o per l’altro, sono solo marginalmente attaccate al mondo del lavoro. Gente cioè che vorrebbe lavorare le proprie 34.4 ore a settimana ma, vista la mancanza di lavoro o la necessità di doverlo condividere con amici e colleghi, si trovano costrette in lavori part time o simili.

Food Stamp

Concludo come sempre l’odierna orgia di dati con gli ultimi aggiornamenti che provengono dal dipartimento dell’agricoltura statunitense in merito al numero di persone che complessivamente negli USA beneficiano del food stamp. Per chi si fosse sintonizzato per la prima volta sul blog, il programma “food stamp” consiste in un meccanismo assistenziale per aiutare coloro i quali non sarebbero in grado di provvedere appieno alle proprie esigenze alimentari, ma che comunque rimangono aggiornati in termini di iphone e televisori 3D.

In particolare, a marzo, mese dell’ultimo report disponibile, il numero di carte di credito caricate con mediamente 134.21 dollari mensili da destinare per gli acquisti alimentari è stato di 44 milioni 587 mila 328, in aumento di qualcosa come 387 mila 849 unità rispetto al mese precedente. Tutto ciò rappresenta una realtà shoccante non solo dal punto di vista umano, ma anche da un’angolatura sia meramente logica, per la quale si dovrebbe assistere ad una decrescita di un tale insieme alla luce dei recenti miglioramenti nel numero degli occupati, sia più squisitamente statistica, visto che secondo la moderna teoria quantitativa dell’economia e della borsa: “tutto prima o poi si ferma e inverte”. Ma ultimamente, statisti, economisti, burocrati e politici in generale hanno fatto della convenienza e delle chiacchiere le loro principali fonti di ispirazione, supponendo che poi la realtà si adegui.

Al di là delle polemiche, che mai sono sufficienti in certi casi, il grafico sotto ben mostra l’entità della crisi conclusa ormai un paio di anni fa e soprattutto la tonicità della ripresa in corso…

Su 100 abitanti degli Stati Uniti ( e affamati ) d’America, 15 sono sotto la soglia di povertà.

Prima di salutarvi, vi mostro l’ultimo mio grafico della giornata e probabilmente della settimana.

A sinistra potete leggere il tasso di disoccupazione, rappresentato dalla curva rossa, e il tasso di partecipazione della popolazione al programma di salvezza alimentare, in blu. Successivamente agli anni 90 qualcosa è profondamente cambiato all’interno della società statunitense. Se fino ad allora in qualche modo le due percentuali andavano più o meno di pari passo, in seguito le due seria hanno cominciato a mostrare chiari segni di disallineamento. In particolare, al diminuire del tasso di disoccupazione ufficiale corrispondeva una diminuzione “ritardata” e di intensità minore nel tasso di partecipazione ai food stamp, fino a quando, con l’ultima crisi, le due serie si sono completamente scorrelate. Un simile fenomeno potrebbe avere molteplici spiegazioni: il governo ha abbassato i requisiti relativi per entrare nella “fascia protetta” di chi riceve aiuti; le gente è meno reticente a chiedere un sussidio in quanto anche la ricchezza delle generazioni precedenti non è più sufficiente e allora si ricorre all’assistenza sociale; lo stipendio medio potrebbe non essere più adeguato per mantenersi sopra la fatidica soglia, pur se secondo i dati ufficiali la media degli stipendi è in crescita e quindi nonostante una persona possa avere un salario, sia comunque costretta a integrarlo con l’ausilio della generosità governativa;  i dati sono farlocchi… scegliete voi quella che preferite! Rimane il fatto che, a giudicare dall’andamento delle serie negli anni precedenti, e supponendo che dal mese prossimo finalmente compaia la Ripresa più tonica degli ultimi 20 anni, ci vorranno comunque almeno quattro o cinque anni solo per far rientrare il tasso di partecipazione ai food stamp sotto la soglia del 10%. Ma di certo il dato di oggi si muove in direzione completamente opposta!

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17 commenti Commenta
Scritto il 3 giugno 2011 at 15:53

Eccellente Matta.
Ho contattato Bernanke pregandogli di venire lui stesso a commentare sul Blog i dati appena usciti. Mi ha detto che deve solo finire la partita a scopone scientifico con Geithner e poi viene… :mrgreen:

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lampo
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:10

Dream Theater,

Speriamo che perda… così incacchiato perde l’autocontrollo e si rende finalmente conto che i dati sono pessimi! :mrgreen:

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lampo
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:31

In particolare, a marzo, mese dell’ultimo report disponibile, il numero di carte di credito caricate con mediamente 134.21 dollari mensili da destinare per gli acquisti alimentari è stato di 44 milioni 587 mila 328, in aumento di qualcosa come 387 mila 849 unità rispetto al mese precedente. Tutto ciò rappresenta una realtà shoccante non solo dal punto di vista umano, ma anche da un’angolatura sia meramente logica, per la quale si dovrebbe assistere ad una decrescita di un tale insieme alla luce dei recenti miglioramenti nel numero degli occupati, sia più squisitamente statistica, visto che secondo la moderna teoria quantitativa dell’economia e della borsa: “tutto prima o poi si ferma e inverte”.

Questo aspetto mi ha incuriosito: come calcolano quel dato? Tengono conto solo di quanto vengono caricate a debito le carte di credito… senza tenere conto in nessuna maniera della modalità di rimborso (a saldo il mese successivo o a rate con l’aggiunta di interessi mensili) oppure ne tengono conto in qualche maniera?.
Nel caso non ne tengano conto potrebbe spiegarsi proprio con un aumento della spesa rateale… cioè che molti più americani non hanno i soldi per ripagare a saldo la carta di credito per cui sono aumentati quelli che la pagano a rate… aumentando di conseguenza il dato (a causa dei minori pagamenti dei saldi e dell’aumento del montante a debito assieme all’aumento degli interessi passivi)! Quindi apparentemente spendono di più… ma in realtà quella spesa in più potrebbe rappresentare invece proprio che hanno meno soldi… perché stanno rateizzando il debito (della carta di credito).
Secondo te il mio ragionamento può essere corretto?

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mattacchiuz
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:36

ma no lampo.
il food stamp all’atto pratico è una carta di credito sociale che, se non sbaglio, può solo essere utilizzata in negozi particolari per l’acquisti di beni alimentari particolari ( tipo non alcune bibite o alcoolici..)

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mattacchiuz
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:37

il conto complessivo dei beneficiari di questi soldi viene tenuto dalle amministrazioni comunali, statali e federali. puoi intrecciare facilmente i dati in maniera da verificare che nessuno imbrogli :-)
per questo motivo è secondo me un indicatore eccezionale

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lampo
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:41

Quindi in pratica funziona come la nostra social card … (che aspetta di essere ricaricata… :( )

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mattacchiuz
Scritto il 3 giugno 2011 at 16:45

esattamente. poi non so se la cosa è uguale uguale. ma l’idea è quella.

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lampo
Scritto il 3 giugno 2011 at 17:21

Scusa DT … non sapevo dove postarlo:
Grecia: manifestanti occupano il ministero delle finanze
http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE75204L20110603

In particolare il comunicato degli occupanti:

“Abbiamo il sacro compito per i nostri figli e per noi stessi di cancellare i piani che trasformano i lavoratori in schiavi moderni”, spiega il gruppo in una nota. “Non dobbiamo permettere che i nostri figli lavorino per paghe da fame. Se non combattiamo per sovvertire queste politiche il loro futuro lavorativo sarà l’inferno”.

Se qualcuno ha letto cosa raccontava Montanelli riguardo alla sommossa popolare del 1947 in cui venne occupata la Prefettura di Milano (a causa della destituzione del Prefetto). Il capo delle operazioni (della occupazione) telefonò a Togliatti (leader del PCI) per avvisarlo del compimento dell’operazione. Lui rispose freddamente “Bravi, e cosa intendete farne?” :roll:

Secondo me siamo agli stessi livelli… per quanto la gente protesta… non sono loro a decidere :cry: !

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jt_livingstone
Scritto il 3 giugno 2011 at 19:01

http://www.businessinsider.com/jobs-report-details-2010-6#the-worst-one-the-average-duration-of-unemployment-has-basically-shot-off-the-charts-1

vi segnalo questi 6 grafici sulla reale situazione occupazione USA

in particolare la slide n.4 potrebbe essere una delle motivazioni per tenere il dollaro molto in basso

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absolutebeginner
Scritto il 3 giugno 2011 at 20:48

lampo: http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE75204L20110603

E cosa si può fare per far sì, che in situazioni simili, il popolo venga ascoltato?!?!?
La storia, purtroppo parla chiaro.
Ma nel 2011 un’altra via d’uscita ci dovrà pur essere.

Viviamo in un mondo dove il lavoro serve coprire il debito, che di fatto, per quel poco che sto iniziando a comprendere, matematicamente, può far altro che espandersi… :x

O sto dicendo fregnacce!?!?! 8O

Qualcosa riusciremo a comprendere, meglio, dentro di noi… Ultimamente non ci dormo, su questa cosa.

Scusate l’OT.

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Scritto il 3 giugno 2011 at 21:14

Tutti perdonati, vista la grande gravità del problema… :roll:

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lampo
Scritto il 4 giugno 2011 at 00:47

absolutebeginner@finanza:
E cosa si può fare per far sì, che in situazioni simili, il popolo venga ascoltato?!?!?
La storia, purtroppo parla chiaro.

Un esempio sarebbe seguire a modello la Norvegia, adattandolo alle varie peculiarità nazionali del paese in cui applicarlo … se ci riesco (tempo permettendo)… provo ad affrontare il tema in un post… perché, per chi lo conosce, è un modello secondo me molto interessante… molto più della Germania o delle varie Basilea…(siamo a 3… ma c’è sempre posto per arrivare ad un numero tendente ad infinito… finché c’è inchiostro per stampare :!: :? ).
Per applicare un modello simile però bisogna partire da alcuni presupposti culturali decisamente differenti: non truccare i conti, condividere i profitti, discutere producendo un’idea comune e non rimanendo sulla propria posizione o per difendere il proprio albo professionale (che non è altro che un proseguimento medioevale…)

Qualcosa riusciremo a comprendere, meglio, dentro di noi… Ultimamente non ci dormo, su questa cosa.Scusate l’OT.  

Scusaci tu… a volte spiegare come funziona l’economia nella realtà e il mondo, anche se aumenta le nostre conoscenze… non aiuta assolutamente a vivere meglio! Purtroppo è una delle torture della cultura… accentuare la propria sensibilità e sentirsi disarmati quando non si riesce a trovare una soluzione al problema… specie se magari può condizionare in futuro la nostra vita e quella dei nostri figli.
D’altro canto non conoscere ed ignorare il tutto… anche se ha dei vantaggi di primo acchito, ci coglie impreparati quando tutto intorno a noi cambia improvvisamente … e crollano le nostre certezze e credenze…
E’ una scelta non facile… molte volte preferirei anch’io non sapere certe cose… (come le implicazioni emerse dal post sul gas naturale… o che la Libia possedeva armi che potevano arrivare sul nostro territorio… per citarne qualcuna).
Quello che posso consigliare dal profondo della mia umiltà e sensibilità… è di non preoccuparsi dei problemi del mondo… e di continuare a vivere la propria vita giorno per giorno assaporandone il più possibile i frutti (affetti, famiglia, lavoro, contatti, musica, cultura, teatro, ecc.) e cercando di condividere le nostre conoscenze ed aiutare chi ha più difficoltà di noi.
Si tratta proprio di quel qualcosa dentro di noi a cui accennavi… bisogna solo non aver vergogna a lasciarlo uscire.
Questo sicuramente ti farà dormire di notte… e svegliare con il sorriso la mattina dopo… indipendentemente da quello che avviene o decidono nei salotti finanziari o geopolitici, o quello che leggi o vedi con i tuoi occhi.

Purtroppo le persone “senza scrupoli”… che hanno portato l’economia a questi livelli estremi… non hanno i nostri problemi a dormire di notte (almeno pare… anche se non se sono personalmente convinto).
Però in questo modo non saremo loro complici… e avremo fatto la nostra parte per migliorare quella piccola porzione di società di cui facciamo parte. Coraggio :wink:

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paolo41
Scritto il 4 giugno 2011 at 08:40

http://it.finance.yahoo.com/notizie/I-nuovi-polacchi-Sono-i-italoggi-2598830398.html?x=0

credo che valga la pena di leggerlo….

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paolo41
Scritto il 4 giugno 2011 at 09:11

Continuano i danni generati dalla Comunità Europea… Ho postato l’altra settimana come hanno lasciato distruggere la cantieristica navale, ora cominciano a distruggere anche la cantieristica stradale…Con dichiarazioni avventate e non sostenute da fatti e prove scientifiche hanno tirato fuori la contaminazione dei “cetrioli” spagnoli, bloccando di colpo il mercato ortofuttitero (anche quello italiano sta perdendo cifre enormi); la gente si è impaurita e occorreranno mesi prima che riprenda fiducia…. solo perchè ad Amburgo (GERMANIA!!!!!) qualcuno, zitto zitto, ha c…to fuori dal vaso.
Per non parlare del salvataggio della Grecia (ops! delle banche tedesche, francesi, etc) fatto con fondi a cui noi, poveri italiani, pur meno esposti con le nostre banche, contribuiamo con una delle fette più grosse (per inciso, ribadisco, che sono dell’opinione che sono soldi buttati al vento).
Ma il fatto è questi “papaveri” incompetenti dell’EU li paghiamo noi…..

paolo41,

Lampo, non avermene, ma non trovo giusto il tuo commento: sono d’accordo che devono esserci i momenti in cui è importante “staccare” e “assaporare i frutti della vita”, ma poi occorre ritornare a combattere, se non altro per i nostri figli e per le future generazioni che devono crescere con la corretta conoscenza di cosa è giusto e cosa è ingiusto e, nel rispetto delle altrue opinioni, essere parte attiva in una dialettica costruttiva.

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paolo41
Scritto il 4 giugno 2011 at 09:13

lampo,

lampo , la seconda parte del precedente commento è rivolta a te

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mattacchiuz
Scritto il 4 giugno 2011 at 10:07

absolutebeginner@finanza: matematicamente, può far altro che espandersi…

gurda, al di la delle dimostrazioni più o meno complesse, basta dare un’occhiata alla situazione mondiale! :-) nel senso… è un’evidenza punto e basta!

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lampo
Scritto il 4 giugno 2011 at 10:28

paolo41: paolo41,Lampo, non avermene, ma non trovo giusto il tuo commento: sono d’accordo che devono esserci i momenti in cui è importante “staccare” e “assaporare i frutti della vita”, ma poi occorre ritornare a combattere, se non altro per i nostri figli e per le future generazioni che devono crescere con la corretta conoscenza di cosa è giusto e cosa è ingiusto e, nel rispetto delle altrue opinioni, essere parte attiva in una dialettica costruttiva.  

Certamente… sono perfettamente d’accordo… probabilmente ieri notte ero un po’ assonnato mentre scrivevo… e non mi sono espresso bene.
Intendevo che bisogna comunque “combattere” proprio per i motivi che hai citato, sempre nel rispetto delle opinioni altrui, al fine di predisporre una società migliore e più vivibile per le future generazioni… o almeno per lasciare quella che le precedenti ci hanno a fatica consegnato.
Questo non toglie però che bisogna comunque vivere giorno per giorno… altrimenti, siccome la vita è comunque breve (a parte quella dei nostri politici… ma questo è un altro discorso)… perdiamo un’occasione anche qui… che non si può purtroppo più recuperare (almeno con le conoscenze mediche e fisiche attuali)!

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